Archivio Maria Mulas
Maria Mulas (Manerba del Garda, 1935) giunse a Milano nel 1956, sulla scia del fratello Ugo, un punto di riferimento fondamentale nella storia della fotografia italiana del secondo Novecento. I Mulas sono una famiglia di fotografi e così Maria fa esperienza all’inizio anche ritoccando i lavori del fratello maggiore. Ben presto diventa autonoma e cerca la sua strada tra pittura e fotografia. Tra il 1965 e il 1976 realizza soprattutto fotografie di teatro e ritratti, e nello stesso tempo conduce una ricerca sui riti cosiddetti “sociali” (matrimoni, sfilate di moda, premi letterari, vernissage di nuove gallerie, apertura di nuovi negozi).
Nel 1976 debutta con una mostra personale di ritratti nella galleria milanese “Il Diaframma” di Lanfranco Colombo, allora la più importante sede espositiva nel settore.
Nel 1979 presenta alla galleria “Il Milione” di Milano una serie di ritratti di intellettuali e artisti internazionali (Biennale 78 – P.AC. 79), sperimentando l’obiettivo grandangolare 20 mm.
Con Lea Vergine e su incarico del Comune di Milano conduce una ricerca sulla generazione di artiste che operarono nelle file delle avanguardie storiche: esegue una serie di ritratti di artiste nei loro studi (Sonio Delaunay, Maret Oppenheim, Bice Lazzari, Marcelle Con ecc.) ritratti che vengono esposti a Palazzo Reale o Milano e a Palazzo delle Esposizioni a Roma, nella mostra L’altra metà dell‘avanguardia.
Nel 1982 all’ “Unione culturale” di Palazzo Carignano a Torino presenta una serie di pannelli concettuali sull’architettura, in cui attraverso variazioni di distanze e di punti di ripresa vengono alterati e reinventati oggetti e particolari architettonici.
Nel 1984 espone alla scuola di San Giovanni Evangelista a Venezia, Il Quartetto, i ritratti degli artisti Beuys, Fabro, Cucchi e Nauman, in sequenze che richiamano una struttura filmica.
Nel 1985 a Parma, nello spazio espositivo del “Mercante in Fiera”, ha luogo la mostra che celebra la sua fotografia Maria Mulas: Fotografia 1970-1980.
Nel 1989 espone nel chiostro dello Juvarra a Torino; nel 1990, alla galleria d’arte moderna di Partenò, poi allo Galleria d’Arte Moderna di Bologna, lo mostra Vis à Vis, uno serie di ritratti di intellettuali. Sempre nello stesso anno, alla Cascina Grande di Rozzano (Milano): Maria Mulas: ritratti di artiste ieri e oggi
Tra gli anni Settanta, Ottanta e Novanta Maria Mulas è presente a incontri, Biennali veneziane e Kassel, allestimenti e inaugurazioni di mostre, presentazioni letterarie, feste e reportage in giro per il mondo.
Il suo luogo d’osservazione privilegiato resta però sempre Milano e l’oggetto della sua rappresentazione sono sempre i ritratti. I personaggi fotografati sono spesso elementi dell’intellighenzia milanese, italiana, internazionale che a vario titolo ha ruotato intorno a Milano: da Bruno Munari, Ettore Sottsass, Mario Botta, a Gianni Colombo, Gillo Dorfles, dai maestri della pop art ai poeti della beat generation, da Andy Warhol a Joseph Beuys e Keith Haring, da Giorgio Bocca a Umberto Eco e Roberto Calasso, da Marco Ferreri a Giorgio Strehler e Dario Fo, Natalia Aspesi, Miuccia Prada e Giorgio Armani.
Tra le esposizioni più recenti: Italiani. Cultura e made in Italy nei fotoritratti di Maria Mulas, Bratislava, 2022; Maria Mulas-Milano, ritratti di fine ‘900, Milano, 2023; Andy Warhol – Passaggio in Italia 1975-1987, Milano, 2026.
L’archivio di Maria Mulas (in corso di riordino) contiene la documentazione materiale di tutto il suo lavoro: stampe fotografiche, negativi e provini di servizi diversi permettono la visualizzazione, soprattutto attraverso i ritratti, dello spaccato di un’epoca della cultura intellettuale e materiale dell’Italia del secondo Novecento.