10 marzo 2026

L’unica copia: Adele Gloria tra oblio critico e memoria conservata ad APICE

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L’8 marzo è una data simbolica. Ma la memoria delle donne che hanno segnato la storia culturale non può limitarsi a un solo giorno. Tra queste c’è Adele Gloria (1910–1985), protagonista del Futurismo siciliano, autrice nel 1934 di FF. SS. “89” direttissimo. Un’opera rara, rimasta ai margini per decenni.

Oggi, nelle biblioteche italiane, ne è conservato un solo esemplare presso APICE dell’Università degli Studi di Milano. Custodire questa copia significa mantenere accessibile una voce femminile che ha attraversato uno dei movimenti più complessi del Novecento italiano.

La sua vicenda è ricostruita da Ambrogio Borsani in Vite tempestose. Scrittrici e scrittori emarginati del ’900 italiano (Luni Editrice, 2026), dove Adele Gloria emerge come figura emblematica di entusiasmo, ma anche di marginalizzazione e oblio critico. Per contribuire a questa opera di restituzione, APICE propone la trascrizione del saggio di Borsani dedicato ad Adele Gloria, un tassello prezioso per riportare alla luce una storia rimasta troppo a lungo ai margini.

 

 

La donna che sfidava la Sicilia. Adele Gloria

 

Ho dimenticato me stessa
che servo solo
da serratura misteriosa
a questo mio vasto mondo
creato nella dolcezza di un dolore futuro.

Adele Gloria, FF. SS. “89” direttissimo

 

La sera dell’8 giugno 1933 Filippo Tommaso Marinetti era a Catania. Aprì la serata futurista al Club Lyceum con una pubblica rampogna contro il grand’Ufficiale Francesco Benigni, prefetto della città, e il commissario al Comune commendator Antonio Farina. I due bellimbusti si erano presentati in sala col cilindro, che i futuristi disprezzavano come “tubo di stufa” anche se agli inizi Mussolini lo portava.

Dopo la sfuriata Marinetti cominciò a declamare una poesia intitolata Zingara. Scrosci di applausi, esaltazioni futuriste in sala. Allora lui presentò al pubblico una ragazza dal viso paonazzo per l’emozione, l’autrice della poesia, la giovane futurista catanese Adele Gloria. Rarità in Italia, unicità in Sicilia.

Adele era una ribelle e la storia di quella serata era iniziata qualche anno prima. “Dopo una lite in famiglia,” scrive Claudia Salaris in Sicilia futurista, “la Gloria, allora studentessa liceale, invia per pura protesta due poesie a Marinetti, senza conoscerne l’indirizzo. Il plico arriva a destinazione e i testi appaiono sulla rivista ufficiale del movimento, Futurismo”. Tre anni dopo arrivò la clamorosa presentazione in pubblico al Club Lyceum.

Era nata il 9 febbraio 1910 a Catania da Vincenzo Gloria e Carmela D’Angelo. E all’epoca della benedizione futurista aveva ventitré anni. Le approvazioni di Marinetti generavano sempre un seguito. Adele Gloria cominciò a collaborare al “Popolo di Sicilia” con una rubrica di moda. L’anno successivo pubblicò il libro di poesie FF. SS. “89” direttissimo. La casa editrice si chiamava Publishing Company, nome strano per la Sicilia, infatti era nata in America, fondata dallo zio di Adele, Angelo Gloria. Nella Library of Congress non ci sono libri di Angelo Gloria e della casa editrice, ma è presente un suo disco del 1923 che porta la scritta: Angelo Gloria e Compagnia – Dramatic Group: Don Nicolino al restaurante, Comic Sketch, Italian (Sicilian Dialect). Era dunque attore e capocomico lo zio, ed era riuscito a farsi incidere un disco da un’importante casa discografica, la Victor. Tornato a Catania Angelo Gloria con la sigla Publishing Company aveva pubblicato, oltre al libro di Adele, due libri suoi, le poesie dialettali Risati, risateddi e pizzuluni e le prose umoristiche Società di mutuo soccorso Crisostomo, e anche il romanzo Il conte si è ucciso! di Mario Gloria, fratello di Adele. Una Family Publishing.

FF. SS. “89” venne riconosciuto e apprezzato dai futuristi e collocato nell’area riconducibile a Palazzeschi. Adele era diventata segretaria del “Popolo di Sicilia” e aveva cominciato anche a dipingere, sempre all’interno dello spirito futurista. Espose alla Mostra futurista di Mantova nel ’33, a Milano nella mostra Omaggio futurista a Umberto Boccioni, alla II Quadriennale e nella I Mostra femminile d’arte del GUF di Catania del 1939. Dal ’34 al ’39 era presente nelle Mostre del Sindacato Siciliano Belle Arti. Si era messa in luce anche come fotografa distinguendosi per una sua originalità.

Ma le sue ambizioni erano altre, andavano oltre l’ambiente ristretto dei circoli di Catania. Bisognava abbandonare i vincoli e i vicoli della provincia, solo nella capitale i suoi progetti potevano trovare una strada. Il titolo del suo libro FF. SS. 89 direttissimo era il nome della linea ferroviaria Catania Roma, rappresentava un’indicazione dei progetti che aveva in testa Adele Gloria. Già durante la guerra su quella linea andava a trovare il fratello Angelo, che era diventato attore a Cinecittà. A Roma Adele conobbe Rizzieri Grandi, capo dei servizi sportivi del Messaggero, i due si sposarono nel 1941. Nella capitale Adele Gloria continuò a scrivere e a dipingere.

Alla fine della guerra, sulle macerie che coprivano l’Italia era impossibile ripetere gli slogan di Marinetti, Guerra sola igiene del mondo. I critici non osavano parlare di Futurismo. Era un movimento troppo legato al fascismo, nonostante tutti i suoi meriti, le sue rivoluzioni nell’arte, nella letteratura, nella musica, nella fotografia, il Futurismo era diventato impronunciabile. Gli artisti sopravvissuti stavano dietro le quinte ad aspettare che passasse la bufera. Ci vollero decenni prima che si cominciasse a valorizzare il Futurismo, rimuovendo le incrostature fasciste e analizzando la potenza innovativa del movimento di Marinetti.

Però il nome di Adele Gloria rimase nell’ombra. Il marito nel 1971 pubblicò da Sugar Guida ai detti romanesci. Loro origine e significati. Di lei non comparvero più opere.

Secondo alcune fonti continuò a dedicarsi alla pittura e alla scultura, passando dal Futurismo all’Astrattismo. Ma non incontrò più un Marinetti in grado di valorizzare pubblicamente il suo talento. Persino i catanesi la dimenticarono, lamenta Santi Correnti nel libro dedicato a lei. Adele Gloria morì a Roma nel 1985, proprio mentre l’operazione di rivalutazione del Futurismo era in piena espansione.

Confesso che lo stimolo iniziale del mio interesse per Adele Gloria risale a un fatto personale. Alla fine degli anni Novanta, in uno dei miei viaggi in Sicilia in cerca di prime edizioni, trovai miracolosamente una copia con dedica dell’introvabile FF. SS. “89” direttissimo. Stava, neanche tanto nascosta, in uno scaffale posto nel retro della Libreria Musumeci di Catania. La gioia per la rarità della mia scoperta era anche sostenuta dal fatto che allora non ne esisteva una copia nelle biblioteche italiane. Oggi esiste un solo esemplare di FF. SS. “89” direttissimo presso il centro Apice, a Milano.

 

Ambrogio Borsani

 

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