16 Marzo 2026 14:30

L’archivio come dialogo: Silvia Giacomoni, una costellazione intellettuale

 

APICE promuove il seminario “L’archivio come dialogo: Silvia Giacomoni, una costellazione intellettuale”, dedicato a una figura che ha attraversato ambiti e linguaggi diversi senza mai lasciarsi ricondurre a una definizione univoca.

Il titolo del seminario definisce con precisione la prospettiva proposta, dove l’archivio non è concepito come un deposito inerte, ma come uno spazio relazionale. Le carte di Silvia Giacomoni, conservate presso APICE, attivano un confronto nel presente: tra l’autrice e i suoi lettori, tra il suo tempo e il nostro, tra discipline che raramente dialogano tra loro. Allo stesso tempo, l’idea di dialogo riguarda anche la struttura interna del fondo: lettere, scambi, interlocuzioni che restituiscono la densità di una rete culturale in cui giornalismo, produzione letteraria, riflessione religiosa e dibattito pubblico si intrecciano costantemente.

Il fondo Silvia Giacomoni è giunto ad APICE nell’ottobre 2024, per volontà della stessa autrice, pochi mesi prima della sua scomparsa nel marzo 2025. Si tratta di una donazione consapevole, maturata nel dialogo con APICE, riconosciuto come sede idonea per la conservazione, l’ordinamento e la valorizzazione scientifica delle sue carte. Il fondo comprende diverse scatole di materiali cartacei – fotografie, lettere, diari, manoscritti, dattiloscritti, documenti personali, ritagli stampa, scritti autobiografici e poesie – e una sezione digitale corrispondente ai contenuti dei suoi computer di lavoro. È il primo archivio ibrido conservato da APICE, nel quale dimensione analogica e digitale coesistono, ponendo questioni metodologiche e conservative di rilievo.

L’arco cronologico della documentazione copre sostanzialmente l’intera attività intellettuale di Giacomoni, dagli anni Settanta agli ultimi anni. L’archivio testimonia il lavoro giornalistico – in particolare l’attività svolta a «la Repubblica» – insieme alla produzione letteraria e saggistica e alla riflessione religiosa, inclusi i materiali relativi alla riscrittura dell’Antico Testamento pubblicata nel 2004 e ai successivi lavori sui Vangeli. Le carte restituiscono non solo i testi pubblicati, ma il laboratorio della scrittura: stesure successive, appunti preparatori, relazioni con editori, teologi e colleghi, reazioni dei lettori.

Per APICE, la conservazione del fondo Giacomoni rappresenta un ampliamento della propria missione istituzionale, perché consente di disporre di un osservatorio privilegiato sul lavoro dell’intellettuale contemporaneo, nelle sue reti relazionali e nei suoi processi di elaborazione. Il fondo si configura come un terreno di ricerca interdisciplinare, capace di coinvolgere studiosi di storia del giornalismo, studi religiosi e storia culturale della Milano degli ultimi decenni.

Il seminario si colloca in questa prospettiva. Non è un momento celebrativo, ma un primo esercizio di lettura condivisa del fondo, un’occasione per individuare linee di indagine, questioni aperte e percorsi di studio futuri. Interverranno Laura Bosio, Piero Colaprico, Piero Negri Scaglione, Alberto Saibene e Mons. Roberto Vignolo, coordinati da Marco Vigevani.

Con questo incontro, APICE avvia pubblicamente un dialogo destinato a proseguire nel tempo. Il Seminario rappresenta il primo passo di un percorso di valorizzazione che mira a rendere il fondo Silvia Giacomoni pienamente interrogabile e disponibile per la ricerca futura.

 

Roberta Cesana
Presidente di APICE