Il lavoro intellettuale delle donne nel Novecento Spunti per una riflessione in occasione dell’anniversario del primo voto femminile
APICE promuove la giornata di studi “Il lavoro intellettuale delle donne nel Novecento. Spunti per una riflessione in occasione dell’anniversario del primo voto femminile”, in programma giovedì 4 giugno 2026, dalle ore 14.30 alle 18.30, presso l’Aula 113 di via Festa del Perdono 3.
Nel quadro delle iniziative dedicate all’ottantesimo anniversario del suffragio femminile in Italia, l’incontro intende proporre una riflessione sul ruolo delle donne nel lavoro culturale e intellettuale del Novecento, con particolare attenzione agli ambiti editoriali, traduttivi e archivistici. Attraverso prospettive storiche e critiche differenti, il seminario metterà a fuoco pratiche professionali, reti culturali e forme di autorappresentazione che hanno contribuito a ridefinire il campo editoriale e letterario contemporaneo.
La giornata sarà articolata attorno alla presentazione e alla discussione di recenti studi dedicati alle donne nell’editoria, nella traduzione e nella mediazione culturale del Novecento.
Interverranno Elisa Gambaro, Linda Giuva, Andrea Palermitano, Bruno Pischedda, Cinzia Scarpino e Sara Sullam, che presenteranno volumi dedicati, tra le altre, a Natalia Ginzburg, Adriana Motti, Alba de Céspedes, Adriana Ramelli e alla presenza femminile nell’editoria italiana e internazionale del Novecento.
Alla discussione parteciperanno Laura Antonietti, Giulia Bassi, Lodovica Braida, Roberta Cesana, Teresa Franco, Elisa Gambaro, Linda Giuva, Elisa Marazzi, Miriam Nicoli, Andrea Palermitano, Bruno Pischedda, Giovanna Rosa, Irene Piazzoni e Sara Sullam.
Il seminario si colloca all’interno di una linea di ricerca che APICE porta avanti da anni sulla presenza delle donne nei mestieri del libro, della traduzione, dell’editoria e della mediazione culturale. A partire dal 2018 APICE ha infatti promosso con continuità seminari, convegni, progetti di ricerca e pubblicazioni dedicati al lavoro intellettuale femminile nel Novecento, contribuendo alla valorizzazione di archivi, figure professionali e percorsi culturali spesso rimasti ai margini della storiografia editoriale.
Tra le iniziative si ricordano “Donne di carattere: per una storia dell’editoria al femminile” (2018), dedicato alla scarsa visibilità delle donne nelle fonti per la storia dell’editoria; “Donne, maternità e psiche” (2019), costruito intorno alla valorizzazione della biblioteca del ginecologo Emilio Alfieri conservata presso APICE; il convegno internazionale “L’altra metà dell’editoria” (2020), confluito nel volume Le professioniste del libro e della lettura nel Novecento (Ronzani, 2022); “Le donne nell’editoria del Novecento” (2023), da cui è nato l’omonimo volume presentato durante la giornata di studi; “Interferenze poetiche: Giovanna Bemporad traduttrice” (2023), dedicato al lavoro traduttivo e poetico di una delle più importanti intellettuali del Novecento; “L’eredità della poesia delle donne” (2023), dedicato alle poetesse pubblicate da Vanni Scheiwiller; il seminario internazionale “Translating Women in Twentieth-Century Literary Cultures” (2024), momento conclusivo di un progetto europeo sulle traduttrici del Novecento; “Un ateneo al femminile. Donne e professioni intellettuali” (2025), organizzato a partire dalle fonti dell’Archivio storico dell’Università degli Studi di Milano; il seminario “L’archivio come dialogo: Silvia Giacomoni, una costellazione intellettuale” (2026), dedicato alla valorizzazione del fondo della giornalista, traduttrice e scrittrice Silvia Giacomoni recentemente giunto ad APICE; e infine la giornata di studi “Donne e mestieri del libro: per uno stato dell’arte degli studi italiani” (2026), organizzata in collaborazione con il Laboratorio Donne e Mestieri del libro (LaDoM) dell’Università degli Studi di Firenze come momento di confronto metodologico sulle ricerche dedicate alle professioniste del libro e della mediazione editoriale.
Un percorso che restituisce la ricchezza del patrimonio archivistico e bibliografico femminile conservato ad APICE, fatto di archivi personali, carte editoriali, biblioteche d’autrice e documentazione professionale che consentono di ricostruire il contributo delle donne alla cultura editoriale del Novecento.
Tra i fondi conservati presso APICE emergono numerose testimonianze del lavoro intellettuale femminile nel Novecento, spesso collocate all’incrocio tra scrittura, editoria, traduzione, giornalismo e organizzazione culturale. Vi è l’archivio di Gina Lagorio, nota soprattutto come scrittrice, giornalista e figura politica impegnata nella difesa dei diritti delle donne, ma ancora poco studiata nella sua attività editoriale svolta presso la casa editrice Garzanti del secondo marito Livio, dove tra il 1973 e il 1984 diresse la collana dei “Grandi Libri”, contribuendo alla formazione del catalogo letterario della casa editrice.
Ad APICE sono inoltre conservate le carte di Silvana Mauri Ottieri, nipote e storica segretaria di Valentino Bompiani, autrice di un diario editoriale che è preziosa testimonianza di oltre quarant’anni di vita in casa editrice e di altri vent’anni trascorsi presso la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, fondata dal fratello Luciano. Il suo archivio consente di osservare dall’interno il funzionamento del mondo editoriale italiano del secondo Novecento e il ruolo spesso invisibile svolto dalle donne nei processi organizzativi e culturali dell’editoria.
Particolarmente significativo è anche l’archivio della Milano Libri, definita da Umberto Eco la libreria delle “tre signore”: Annamaria Gandini, Vanna Vettori e Laura Lepetit. Proprio Lepetit fondò nel 1975 La Tartaruga, considerata la prima casa editrice esplicitamente “al femminile” dell’Italia contemporanea, destinata a svolgere un ruolo centrale nella diffusione della cultura femminista e della scrittura delle donne.
Tra i patrimoni più rilevanti conservati da APICE vi sono poi i libri, la corrispondenza e le carte di lavoro di Giovanna Bemporad, raffinata poetessa e traduttrice, legata a figure come Cristina Campo e Pier Paolo Pasolini e nota soprattutto per le sue traduzioni dell’Eneide e dell’Odissea.
APICE conserva inoltre la biblioteca e l’archivio di Alba Morino, storica responsabile dell’ufficio stampa della casa editrice Feltrinelli, dapprima accanto a Giangiacomo Feltrinelli e successivamente durante la direzione di Giampiero Brega. Morino fu anche una delle maggiori studiose di Sibilla Aleramo: a lei si deve, alla fine degli anni Settanta, la pubblicazione dei Diari della scrittrice per Feltrinelli, resa possibile anche grazie al riordino dell’archivio che la stessa Aleramo, ancora in vita, aveva donato al PCI.
Un ulteriore nucleo documentario di grande interesse è rappresentato dagli archivi della famiglia Carpi, che comprendono anche le carte di Maria Arpesani, moglie del pittore Aldo Carpi e madre, tra gli altri, dello scrittore e illustratore Pinin Carpi. La compresenza ad APICE dei diversi archivi familiari permette di ricostruire traiettorie biografiche e relazioni culturali attraverso una prospettiva intrecciata tra vita privata, attività artistica e memoria storica.
Tra le acquisizioni più recenti figura, inoltre, l’archivio di Silvia Giacomoni, giornalista, traduttrice e scrittrice, nota anche per i numerosi lavori realizzati insieme al marito Giorgio Bocca. Il fondo rappresenta anche il primo archivio parzialmente nativo digitale custodito ad APICE e costituisce un’importante sfida sul piano della conservazione e della valorizzazione delle scritture contemporanee.
L’elenco potrebbe continuare e comprende anche molte tracce più difficili da individuare, perché spesso custodite all’interno di archivi familiari, fondi editoriali o raccolte intestate a figure maschili, alle case editrici o ai contesti professionali nei quali le donne hanno operato. È il caso, ad esempio, delle testimonianze relative all’attività editoriale di Leda Rafanelli, rintracciabili all’interno del fondo Giuseppe Monanni, che restituiscono il profilo di una figura centrale della cultura libertaria e dell’editoria militante del primo Novecento.
Proprio questa presenza diffusa, talvolta marginalizzata o indiretta, rende ancora più necessario un lavoro di ricostruzione storica capace di restituire piena visibilità al contributo femminile nella cultura editoriale del Novecento. In questa prospettiva si inserisce anche la giornata di studi del 4 giugno, che intende offrire un momento di confronto sui modi in cui archivi, ricerche e studi recenti stanno contribuendo a riscrivere la storia del lavoro intellettuale delle donne nel Novecento.
Presidente di APICE
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